
Foto di Angelo Antolino, Luca Campigotto, Raphaël Dallaporta, Giuliano Matteucci, Luca Nostri, Xavier Ribas e Guy Tillim
INFORMAZIONI:
dove: Roma (RM)
presso: EX GIL, Largo Ascianghi
orari: martedì- domenica dalle 14 alle 21
biglietti: 2€
"Non tutte le strade portano a Roma". Lazio. 7 fotografi per l'identità di una terra. Con questo titolo provocatorio, al termine della fase produttiva, il lavoro dei 7 fotografi verrà esposto come mostra collettiva in uno spazio che per la prima volta verrà restituito alla Città, l'Ex GIL (Gioventù Italiana Littoria), uno dei più interessanti esempi di architettura razionalista realizzato a Roma nel 1933 dall'architetto Luigi Moretti, allora ventiseienne. Un luogo inutilizzato da tempo che, proprio con questa esposizione, verrà riaperto dalla Regione Lazio come spazio culturale polivalente.La mostra sarà inaugurata il 16 marzo come straordinaria anticipazione del festival FotoGrafia.
Accanto a fotografi già affermati come Luca Campigotto, Xavier Ribas, Raphaël Dallaporta e Guy Tillim, Marco Delogu ha coinvolto nel progetto tre artisti che provengono dal 'vivaio produttivo' di FotoGrafia: Giuliano Matteucci, Angelo Antolino e Luca Nostri, favorendo così il dialogo e il confronto tra gli autori affermati e i giovani talenti.
Un gruppo di sette fotografi che, dopo aver attraversato e fotografato diverse parti del mondo riportando esperienze visive profonde, hanno affrontato il diversificato territorio laziale e la sua storia millenaria. Sette ricerche assolutamente individuali, frutto del confronto fra la propria esperienza personale e l'identità di una terra fatta di molteplici stratificazioni di età e simboli, di testimonianze della civiltà dell'uomo e linee di paesaggio. Sette sguardi differenti sulle mutazioni del territorio nelle località più suggestive ed insolite della regione, situate tra la Sabina e il litorale. Una visione del paesaggio originale ed inedita, tra reportage e arte contemporanea, che mira a far emergere il valore e la ricchezza delle immense attrattive turistiche del Lazio, la suggestione racchiusa in ogni angolo del territorio, anche in quello più recondito, un patrimonio artistico e culturale senza paragone per vastità e molteplicità.
La produzione delle mostre ha avuto avvio nella scorsa estate e si è sviluppata in due aree ben precise del territorio: la zona rurale della Sabina, dove si sono recati Guy Tillim, Giuliano Matteucci e Angelo Antolino e il litorale laziale, con due parziali deviazioni lungo la via Appia e nel sito archeologico di Vulci, nel cuore dell'alta Etruria, dove invece hanno lavorato Luca Campigotto, Raphaël Dallaporta, Luca Nostri e Xavier Ribas.
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