Autori: Vincenzo Colecchia
INFORMAZIONI:
vernissage: 26 Marzo 2007 ore 21.30
dove: Cermenate (CO)
presso: Amandla - Tisaneria Birreria, via Ronzoni, 23
orari: L: 21.00 - 1.00 _ M/D: 18.00 - 1.00
biglietti: ingresso libero
Vincenzo Colecchia utilizza una tecnica innovativa, sia dal punto di vista metodologico, che dal punto di vista tematico: partendo da una scansione a computer del proprio corpo, trasferisce i suoi connotati su di una stampa fotografica, che non è nient’altro che la nobilitazione di una semplice fotocopia, per poi elaborarla pittoricamente, elevando così un “gioco” derivato da tecniche multimediali ad oggetto contemplativo.
Sono evidenti diversi riferimenti alla storia dell’arte: dalle pale d’altare medievali, con i loro fondi oro, al graffitismo di Keith Haring, dall’intensità della linea di Mirò fino agli autoritratti di Bruce Nauman. Alti riferimenti per questo giovane artista, che sicuramente deve molto anche agli studi sulla frammentazione dell’immagine di Maurizio Galimberti.
Il corpo è per Vincenzo Colecchia un’architettura da conoscere con irrispettosa curiosità: va smontata, divisa in varie parti, analizzata. Il formato utilizzato infatti è quello universale del foglio A4, evocatore incontestabile della fotocopia, che viene adottato per riprodurre sia piccole porzioni di membra che per ricomporre figure intere.
Vincenzo Colecchia ha detto:
“Il mio lavoro si articola in due fasi: la prima è quella primitiva. È la fase dello scimpanzè che si accosta all’apparecchio sofisticato, multimediale, delle cui potenzialità e raffinatezza non è conscio, e lo utilizza per lo scopo più rudimentale e intuitivo per il quale è stato realizzato. Quindi è un atto tutt’altro che artistico e studiato, è un atto puramente primordiale.
La seconda fase è più riflessiva: qui prendo in esame l’impeto che ho avuto nello schiacciarmi sullo scanner, nel fotocopiarmi deformandomi su questa superficie bidimensionale per poi analizzarlo. Qui la mera fotocopia diventa veramente mia: la mia mente, non solo il mio corpo, prende forma da ciò che in realtà sono io.
Il lavoro quindi è l’espressione di questa netta contrapposizione tra istinto e raziocinio; vuole essere anche uno stimolo per tutte le persone che vogliono raccontarsi tramite un’arte molto semplice e dare vita a delle “arti non convenzionali”, per mettere in scena ciò che in realtà pensano di loro stesse, e di ciò che le circonda, tramite dei veri e propri ritratti. Realmente completi.
Mi piace pensare all’impiegata nel suo ufficio, irrimediabilmente uguale a tutti gli altri, come il piano e l’edificio in cui si trova, che compie questo atto di ribellione, e si sente finalmente unica, realmente viva.”
PAOLO DEGANELLO su “Anatomia di una Copia”
“Una nuova generazione sdraiata sullo scanner a guardarsi, narcisa e affascinata dalle mille macchinette elettroniche che ritmano la sua giornata. Attraverso queste macchinette, sempre di più passa la loro voglia di essere creativi e sempre di più si ripropone la grande speranza di una creatività diffusa, accessibile a tutti. Questo è lo spazio più affascinante dell'elettronica e il corpo di Vincenzo Colecchia, fatto a pezzi sullo scanner, è un interessante inizio per guardarsi e raccontare le nuove qualità del nostro abitare che l'elettronica ci offre... senza mai dimenticare di tutto quello che ci priva...”
LA SERATA DELL'INAUGURAZIONE SARA' ANCHE OCCASIONE PER ASSISTERE ALL'ANTEPRIMA DELLO SPETTACOLO "RapSUDia 1935 - Figli del tabacco" messa in scena dall'associazione culturale teatrale "La Dama" (www.ladama.org)
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
tel: 031722303
info@vincenzocolecchia.it