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Interfotogrammi (1987-1993)
03 Luglio - 08 Agosto 2010

Interfotogrammi (1987-1993)


Foto di Luigi Erba

INFORMAZIONI:
dove: Massa Marittima (GR)
presso: Porta del Parco degli Etruschi, Piazza XXIV Maggio
orari: 17,30 - 20,00 21,15 - 23,00
biglietti: ingresso libero

Con Interfotogrammi inizia nel 1987 una riflessione metalinguistica sul mezzo fotografico che cessera' e si sviluppera' dal 1996 con 'Un luogo sull'altro'. Questi momenti si inseriranno in modo piu' comprensivo nel concetto di 'Uno scatto dopo' (Si veda catalogo mostra A.S.A.V. di Seriate con testo di Alberto Veca- febbraio 2005). L'elaborazione di 'Interfotogrammi' ha una sua ragion d'essere piu' o meno sino al 1993, con qualche immagine successiva occasionale (es. Dalla mia finestra 2003) e un posteriore ripensamento in alcune fotografie di 'Uno Scatto dopo', dove avviene un'espansione dello spazio di demarcazione tra uno scatto e l'altro della pellicola.
La riflessione implicava una diversa consapevolezza della stessa azione dello scattare con l'uso specifico della pellicola. Dalla provinatura a contatto venivano scelti due scatti conseguenti e rigidamente successivi (dal 1996 saranno invece molteplici e si sovrapporranno con il riavvolgimento della pellicola riscattata in altro luogo –Un luogo sull'altro), quindi stampati, considerando la demarcazione della pellicola non come momento di separazione, ma unione.
E' evidente che nell'immagine compare una doppia datazione, quella della ripresa e quella della stampa, che indica il momento della presa di consapevolezza visiva del dittico e conseguentemente della stampa.
Viene ribaltato il concetto di immagine unica che congela l'attimo, in nome di un'estensione del gesto e dello sguardo (non si tratta poi mai del congelamento dell'attimo, ma di un suo prolungamento: quello che si osserva e' in funzione di cio' che e' stato, aspettando cio' che si vedra' (Marco Berti,' Photographies Magazine' n.11/ 1994). Si iniziano cosi' ad affrontare quelle tematiche fondamentali che costituiranno l'ossatura di tutto il successivo lavoro: progetto e casualita', metodo ed emozione, conscio ed inconscio in un diverso rapporto di tempo e spazio. Il non visto diviene una componente conoscitiva, una soglia creativa in sede di riflessione successiva, anche per i risultati spesso non previsti, sempre in bilico tra reale e immaginario.

MOLTO SPESSO…
…Molto spesso, pensando al mio lavoro 'Interfotogrammi', mi sono accorto di un'analogia con dei versi di Magrelli : 'Io non conosco/ quello di cui scrivo, ne scrivo anzi/ proprio perche' lo ignoro'… e in un' altra composizione… ‘La miopia si fa quindi poesia'…*
Chiedendomi poi il perche' della costanza di certi risultati casuali, questi si rivelavano come cio' che l'occhio non aveva visto, ma l'inconscio desiderato; delineavano una storia sotterranea, una diversa memoria…Quante volte, dopo anni, mi sono impadronito di una situazione di cui non mi ero mai accorto, ma certamente desiderata…
…Forse c'e' una mente che regola l'inconscio, come il mutare delle cose. Fotografo. Uno scatto dopo l'altro, uno scatto a causa dell'altro. Dov'e' l'immagine? Il rettangolo che ha registrato il colto e' l'aspetto meno interessante della faccenda: una percentuale impalpabile rispetto al non visto.
E' quell'interstizio nero tra un fotogramma e l'altro, non impressionato dalla luce, che mi interessa sempre di piu'. La relazionalita' tra il visto e l'inafferrato di cui, forse, domani mi appropriero'…

(Luigi Erba, Nel ripostiglio dell'immaginario, Lecco-Como, 1992)

*Valerio Magrelli, Ora serrata retinae, Milano 1980.

La fotografia

La fotografia
e' come una porta semichiusa
che si puo' aprire…una cicatrice:
una carne che e' stata aperta,
che si e' rimarginata,
ma si puo' riaprire

Mario Giacomelli, Luigi Erba Interfotogramma




Luigi Erba e' nato a Lecco nel 1949, ha sempre privilegiato una ricerca linguistica di riflessione sulla fotografia esprimendosi attraverso un referente interiore, inventato, lontano da connotazioni topografiche precise. Un concettualismo lirico, come e' stato definito da Elena Pontiggia e Daniela Palazzoli, in cui vengono approfonditi i concetti di spazio tempo, di negazione della specificita' della fotografia come scatto unico che coglie l'attimo, indagando invece i rapporti di progettualita', casualita', metodo, emozione, conscio e inconscio. Si vedano dal 1987 gli Interfotogrammi, dal 1995/96 Un luogo sull'altro, come nelle mostre personali Work in progress (San Fedele, Milano1998), RIPRESEPERSONENATURACITTA' (Galleria Credito Valtellinese di Palazzo Sertoli, Sondrio 2002), Nel Paesaggio (Olim, Bergamo2002), Dialettica dei luoghi (Cons Arc, Chiasso, 2004). Ha interpretato l'opera di diversi artisti, tra cui Luigi Bartolini, Gianni Colombo, Arico', Vicentini; lavora spesso sul territorio prealpino lombardo e locale, riassemblando immagini di memoria, di sogno con una valenza segnico linguistica, ad esempio Frasnida (Morterone 1988), Lecco: Archeologia di un paesaggio (API e Galleria Melesi, Lecco 2007) e recentemente con il progetto Dalla Fotografia d'Arte all'arte della Fotografia, Biografia di un paesaggio (Alinari-Sole 24 Ore, esposizione Scavi Scaligeri, Verona 2009). Con la recente mostra Camera chiara, camera oscura (Fotografia Italiana Arte Contemporanea, Milano 2008) ha lavorato sul rapporto analogico e digitale, approfondendo i rapporti tra tecnica e linguaggio. Si e' a volte occupato di storia della fotografia, soprattutto degli anni cinquanta e sessanta attraverso numerosi saggi, tra cui la decennale rubrica Flashback in 'Immagini Foto Pratica' e ha pubblicato un libro sul pensiero e la lettura fotografica (Nel ripostiglio dell'Immaginario, 1992).

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
tel: 0566 901526
fax: 0566 905677
info@toscanafotofestival.com


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