
Foto di Carlo Andreatta
INFORMAZIONI:
vernissage: 26 dicembre ore 10.30
dove: Vattaro (TN)
presso: Sala di Rappresentanza, Via S.Rocco 4
orari: Festivi: 10.00 - 12.30, 16.00 - 18.00, 20.00 - 22.00
Feriali: 20.00 - 22.00
biglietti: ingresso libero
a cura di: Carlo Andreatta, Gabriella Allegrini
E’ congenito nella natura umana il desiderio fortemente desiderato e quindi autentico, di condividere le emozioni suscitate nel proprio essere da attimi di abbacinante rapimento, forse perché talvolta la gioia è così traboccante da potere saturare altri contenitori.
Fin dai tempi di Erodoto passando per il mitico Shakleton l’uomo ha narrato, illustrato o comunque cercato di trasmettere le proprie sensazioni ai suoi simili per contagiare con il proprio stupore l’umanità.
Forse la principale fonte di meraviglia per l’uomo è veicolata dall’occhio e pertanto le immagini sono senza dubbio il mezzo ”par excellence” di stupefazione.
Fotografare il paesaggio è senz’altro il sistema più radicale per pantografare il proprio animo: catturare un’immagine è soprattutto eternizzare il proprio stupore di fronte alle meraviglie del creato.
Un grande fotografo è senz’altro un’artista dell’autoscatto: il tratto stilistico è inconfondibile in una marina o in un deserto cosciente del breve volo della falena verso la irresistibile fiamma, l’artista congela momenti, per lui sublimi, per salvarli dalla vampa ed eternizzarli a gioia (possibilmente e auspicabilmente) degli amanti del bello (o ritenuto tale).
Fotografare è comunque e sempre un atto d’amore, infatti, chi scatterebbe con sacro fuoco fotogrammi su fotogrammi a qualcosa che non lo appassiona?
Nello specifico l’oggetto d’amore è vasto, compresso, multi-sfaccettato, vibrante, mistico e soprattutto totalizzante: per diverso tempo e viaggi si è inseguito (o cercato di inseguire) una certa idea di bellezza basata essenzialmente su una fisicità impattante e senza fronzoli, esaltando sempre e comunque la componente ieratica o metafisica connaturata allo specifico paesaggistico. Tutte le immagini pur nella loro unicità e particolarità narrano una storia e un destino comune: la lotta del bello con l’inesorabile trasformazione e anelano ad una conservazione dello status quo auspicata ed auspicabile.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
tel: 3207431724
henri.lobineau@gmail.com