
Foto di Alessio Coghe, Marco Marassi, Umberto Verdoliva,
Eddi Panza, Luca Farinelli, Paolo Bologna, Massimo Napoli
INFORMAZIONI:
vernissage: 19 febbraio 2011
dove: Rieti (RI)
presso: Studio7 Spazio Arte Contemporanea, Via Pennina 19
orari: Dal giovedì al sabato ore 17-20
biglietti: ingresso libero
a cura di: Edit Benet
La rappresentazione mentale della “realtà virtuale” è legata in maniera preponderante alla rete web, ed in qualche modo la concezione generica e generalizzata di “virtuale” sembrerebbe sottolineare che quanto fa parte del mondo Web rimane “sganciato” dal mondo reale e quotidiano, ma non è così; la “realtà virtuale” è un’entità che esiste, è una realtà immaginata, desiderata , prodotta concretamente e vissuta emozionalmente; esiste una linea di confine, tra il possibile e l’effettivo, e possiede il valore intellettuale necessario da traslare la realtà virtuale in realtà “tangibile e concreta”.
La relazione che attraversa le pagine del web perché sia significativa e creativa deve necessariamente assumere una connotazione reale e tangibile, anche se “incompleta” essendo strutturata in assenza di tutti quei riferimenti gestuali e comportamentali che ci rendono “una persona” simpatica o antipatica... è una linea di confine.
I Fotografi di Street Photography Community modellano le possibilità della Linea di Confine, sostanziale e mutabile, evanescente e reale, producono una realtà virtuale nello spazio web e realizzano uno spazio reale altrettanto ricca di effetti espressivi, densi di significati, un ossimoro visivo della realtà virtuale.
Non è un caso che SPC nasca in Italia, e rappresenti quasi tutti i continenti, è la prima community del Web che tratta esclusivamente “la fotografia di strada” e non è un caso che i suoi Fotografi abbiano abbracciato una sorta di Codice Etico, un rigore intellettuale che rafforza ed esalta il rigore compositivo, coglie l’imponderabile destinando a noi tutte le emozioni di una Fabula.
Edit Benet
"THE STREET PHOTOGRAPHY”
In strada fabula
Inquadrare il genere della fotografia da strada è certamente enigma per solutori più che abili.
E’ infatti genere vago e dai confini indefiniti, e non a caso il genere adotta l’”attimo” come unità di misura, termine dalla portata così ampia e pregnante da non avere nessun significato reale e nessuna utilità.
Assai più semplice è definire i fotografi da strada.
Sono, in prima istanza, soggetti che reputano normale appostarsi nei vicoli bui o pedinare soggetti interessanti o fotografare da distanze a rischio denuncia delle vecchiette che attraversano la strada.
Quello che li differenzia dai semplici disadattati (o, che almeno, li rende disadattati leggermente più interessanti) è l’Idea.
L’Idea del fotografo da strada è estrarre, dal flusso continuo e dinamico della vita da strada, quell’attimo o quella situazione che normalmente passerebbe inosservata, per quanto banale e scontata, e farla vedere con occhi nuovi (i propri) a chi osserva i propri scatti.
L’Idea può prendere una scena comune e trasformarla, nobilitarla nei significati o svilirla a suo piacimento, renderla più drammatica o semplicemente più buffa, trovare l’ordine nella scena caotica o il caos in una ordinata fila.
L’Idea trova la bellezza nella bruttura allo stesso modo in cui mostra l’inumano del bello.
L’Idea porta a raccontare una fabula, strada facendo si elabora un linguaggio, estraendo da un mondo l’ immagine di un mondo, che è esistita per un solo istante ma che mostrava tutt’altro mondo.
E’ solo attraverso la soggettività del fotografo che il genere acquista una filosofia, uno stilema o un filo conduttore che il genere, da solo, non ha.
Se la fotografia da strada è solo una Idea, troppo fluida per essere congelata, il fotografo appropriandosene le conferisce una forma, esattamente come al vino prendere forma nel bicchiere.
Quello che importa, alla fine, non è la forma del bicchiere, ma che il vino sia buono...
...o che, quanto meno, non sappia di tappo.
Il primo giro ve lo offre SPC.
Massimo Napoli
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
editbenet@gmail.it