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MM Hasta la Muerte/Fino alla Morte
11 Febbraio - 31 Marzo 2012

MM Hasta la Muerte/Fino alla Morte


Autori: Paolo Bacilieri, Donald Baechler, Armin Barducci, Cristiano Baricelli, Alessandro Bazan, Andrea Bruno, Luca Caimmi, Cristiano Carotti, Andrea Chiesi, Daniel Clowes, Frédéric Coché, Alberto Corradi, Gianluca Costantini, Olivier Deprez, Marco Fantini, Omar Galliani, Peter Kuper, Laurina Paperina, Magnus, Miguel Ángel Martín, Conrad Meyer, Mike Giant, Nero, Giovanni Battista Piranesi, Massimo Pulini, Yuri Rodekin, Max Rohr, Félicien Rops, Richard Sala, Spider, H. Simon Thomassin, Nicola Verlato, William Marc Zanghi.

INFORMAZIONI:
vernissage: sabato 11 febbraio 2012, ore 18.00
dove: Perugia (PG)
presso: Galleria Miomao, Via Podiani, 19
orari: da martedì a sabato, dalle 15 alle 19 altri orari su appuntamento
biglietti: ingresso libero
a cura di: Alberto Zanchetta

MM: il titolo della mostra curata da Alberto Zanchetta può essere inteso come un acronimo di memento mori così come della Galleria Miomao, che la presenta. Ispirandosi alla lettura critica elaborata dal curatore nel fortunato saggio Frenologia della vanitas. Il teschio nelle arti visive (Johan&Levi, 2011), l’esposizione mette a confronto diversi stili ed epoche, soggetti e tecniche che concernono i simboli della morte, presentandosi quindi come una grande “danza macabra” in cui artisti, disegnatori, incisori, illustratori, fumettisti si trovano a dialogare senza discrimini né gradualità nelle tecniche o nelle discipline. Nell’intento di evidenziare uno sguardo (sempre nuovo, sempre diverso) sui simboli dell’arte macabra, la mostra riunisce le opere di trentaquattro autori, tra grandi maestri del passato e artisti dell'odierno panorama nazionale e internazionale, che si sono cimentati con l'iconologia della vanitas. Motivo centrale dell’esposizione è il teschio, simbolo per eccellenza della morte: effige plurisecolare che rispecchia le comuni ossessioni della società, in ogni luogo e in ogni epoca. E icona onnipresente nella vita quotidiana, dalla moda ai gioielli, dall’arte al design, dalla musica ai fumetti, dal cinema alla televisione; rammentandoci la fine di tutte le cose, le teste di morto che si affastellano in questa mostra sembrano suggerirci – in gran silenzio, e a denti stretti – significati escatologici che abbiamo dimenticato, o più semplicemente ignorato nel corso degli ultimi anni. Che siano gioviali o grevi, gaudenti o truculenti, gli scheletri e i teschi che affollano queste opere sprezzano la vanità delle cose terrene, inducendoci così a una vertiginosa riflessione ontologica.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
tel: 347 7831708
info@miomao.net


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