Cerca foto


Cerca mostra

All All and All
04 Aprile - 23 Maggio 2009

All All and All


Foto di Daniela Carati

INFORMAZIONI:
dove: Genova (GE)
presso: DAC De Simoni Arte Contemporanea, piazzetta Barisone 2R
orari: dal martedì al sabato ore 15:30 alle ore 19:30 domenica e lunedì chiuso
biglietti: ingresso libero
a cura di: Valeria De Simoni

Sabato 4 aprile 2009 la galleria DAC inaugura All All and All, personale di Daniela
Carati. Il titolo della mostra è tratto dall’omonima poesia dello scrittore gallese Dylan Thomas.
L’artista presenta una serie inedita di opere fotografiche di medio e grande formato che indagano tutte (in inglese all) le possibilità del conoscibile. Si tratta di scatti inediti realizzati negli ultimi due anni tra Genova, New York e Lipsia, stampe lambda montate su forex e sotto plexiglass.
Attraverso la sua camera analogica Daniela Carati ha esplorato diversi tipi di soggetti - dal paesaggio al ritratto - facendo della fotografia una forma di esperienza della realtà. La sua ricerca ha rappresentato, sin dagli esordi, una limpida testimonianza del comportamento dell’uomo contemporaneo, un’analisi sociale operata con una totale franchezza nella rivelazione dell’essenza dei soggetti. Sfumata in varie declinazioni, la poetica dell’artista è tutta giocata su scansioni immediate, pulite, quasi asettiche, della realtà. Tuttavia, una sottile e tagliente vena ironica percorre tutta la produzione. Nel tentativo di recuperare l’autenticità delle cose Daniela ripensa il rapporto che sussiste tra mente e realtà esterna alla mente.
Compiaciuta di un gusto vagamente surrealista, in questi nuovi lavori, e per la prima volta, utilizza la manipolazione digitale dell’immagine praticando una sorta di “copia” e “incolla” di personaggi e oggetti in bilico tra fantasia e informazione. Sullo sfondo di scenografie diverse - Broadway, la campagna sassone, la spiaggia ligure - Daniela registra, conserva, denuncia, consacra, piccole folle di attori. I suoi montaggi sono abbreviazioni, sintesi, citazioni di appunti personali. L’atmosfera che ne deriva è irreale, trasognata, non sense. La consueta obiettività dello stile viene meno. A livello percettivo realtà e finzione si (con)fondono dando adito qualsiasi interpretazione.
In questo ultimo ciclo di opere l’artista introduce un elemento assolutamente nuovo, racconta se stessa, la sua personale visione del mondo. La sua attitudine nei confronti dello scenario contemporaneo non è semplicemente intuibile ma volontariamente palesata. Attraverso la fotografia Daniela ha confezionato la realtà con indizi e allusioni che testimoniano il bisogno personale, tuttavia collettivo, di guardare il mondo con occhi nuovi.

Daniela Carati è nata a Bologna nel 1964, vive e lavora a Genova.

Mostre pesonali recenti: 2005 Neu Arbeiten, Chelsea Galerie, Laufen, Basel; Reife Träume, Gewehrsaals des Alten Schloss Ettersburg, Weimar. 2004 New Generation, Fusion Art Gallery, Torino.
Mostre collettive recenti: 2009 Art Swap, London EAST festival, AUGUST art, London. 2008 The Bride to Peace, Uluslararasi Plastik Sanatlar Dernegi, Istanbul; Vita Sospesa, Cimitero Monumentale di Staglieno, Genova; Photography4statements, Chelsea Galerie, Laufen, Basel. 2007 - 2006 Suoni e Visioni. Un percorso emozionale della fotografia e della musica dal 1950 a oggi, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Repubblica di San Marino / Istituto Italiano di Cultura, Hamburg, Copenhagen / Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova.

IL POSTO DELLE FRAGOLE

Celebre film di Ingmar Bergman, Il posto delle fragole (1957) è la storia di un anziano professore, di un ultimo viaggio, di una lieta conversione. La pellicola svedese racconta di un uomo nascosto a lungo dietro una maschera che riesce a opporsi ad una vita sbagliata grazie alla riscoperta degli affetti quali valori primari dell’esistenza.
Per Isak Borg, protagonista della sceneggiatura, il posto delle fragole è un luogo speciale dell’infanzia a cui è legato il ricordo di un momento felice. Il capolavoro di Bergman rappresenta una meditazione sulla vita e sulla morte, sul tempo, sul cambiamento; una riconciliazione con se stessi e con il resto del mondo.
Una simile matrice esistenzialista caratterizza il nuovo ciclo di opere di Daniela Carati. Realizzati tra Genova, Lipsia e New York, gli scatti dell’artista bolognese d’origine ma ormai genovese d’adozione, ripercorrono tutti i suoi temi cari sottolineando in particolar modo l’importanza delle relazioni umane - si fanno foto non solo per mostrare ciò che bisognerebbe ammirare, ma
per rivelare ciò che occorre affrontare, deplorare...correggere (Susan Sontag,
Sulla fotografia).
L’ultima serie fotografica dell’artista costituisce un viaggio attraverso la (propria) vita, una peregrinazione dentro e fuori di sé. Il titolo della personale genovese All All and All - rimando all’omonima poesia di Dylan Thomas - è quasi una dichiarazione di intenti: Daniela negli ultimi
due anni ha indagato l’intero campo del conoscibile, riproponendo paesaggi rurali così come vedute urbane, singoli individui e piccole folle di attori in chiave teatrale e scenografica - infatti, non è attraverso la pittura che la fotografia perviene all’arte, bensì attraverso il teatro (Roland Barthes, La camera chiara. Nota sulla fotografia, 1980).
La ricerca di Daniela ha rappresentato, sin dagli esordi, una limpida testimonianza del comportamento dell’uomo contemporaneo, un’analisi sociale sulle contraddizioni e le malattie morali della nostra epoca operata con una totale franchezza nella rivelazione dell’essenza dei soggetti. Sfumata in varie declinazioni, la poetica dell’artista è tutta giocata su scansioni immediate, pulite, quasi asettiche della realtà. Tuttavia, una sottile e tagliente vena ironica percorre tutta la produzione.
Anche le nuove immagini combinate sono un preciso affresco sulla realtà contemporanea enorme e mutevole, assurda e deforme. Con la sua macchina analogica Daniela si è mescolata alle più diverse situazioni. L’utilizzo dell’apparecchio fotografico le ha così permesso di allargare la propria esperienza, di cogliere quello di cui nemmeno il soggetto ritratto è consapevole, ciò che a occhio nudo non sarebbe percepibile. Compiaciuta di un gusto vagamente surrealista, in questi nuovi lavori, e per la prima volta, ha utilizzato la manipolazione digitale dell’immagine praticando una sorta di “copia” e “incolla” di personaggi e oggetti in bilico tra fantasia e informazione. I suoi
montaggi sono abbreviazioni, sintesi, citazioni di appunti personali. L’atmosfera che ne deriva è irreale, trasognata, non sense. La consueta obiettività dello stile viene meno. A livello percettivo realtà e finzione si (con)fondono dando adito a qualsiasi interpretazione. In questo ultimo ciclo di
opere l’artista introduce un elemento assolutamente nuovo, racconta se stessa, la sua personale visione del mondo. La sua attitudine nei confronti dello scenario contemporaneo non è semplicemente intuibile ma volontariamente palesata.
Attraverso la fotografia Daniela ha confezionato la realtà con indizi e allusioni che testimoniano il bisogno personale, tuttavia collettivo, di guardare il mondo con occhi nuovi. Le sue immagini levigate rappresentano contesti reali intessuti di fantasia, scene illusorie, verità allucinate. Si
tratta di nuove realtà fabbricate per mano dell’artista che celano innumerevoli sfumature e attrattive. Frutto dell’interazione di diversi canali comunicativi, rappresentano, inoltre, una sorta di analisi metafotografica, una riflessione sul linguaggio fotografico in sé e sulla percezione visiva.
Le foto di Daniela sorprendono per il loro grande potere di seduzione, rinviano a un qualcosa di
sottaciuto, nascosto dentro di noi, un imprevisto, un particolare - come il punctum di Barthes - che colpisce lo spettatore, qualcosa di indefinibile, immediato e incisivo quanto latente. Lo spettatore è libero di indugiare sulle singole immagini. Reinventate, rivisitate, ricostruite, non sono riconducibili
a una lettura univoca. Per la loro straordinaria forza espansiva, paradossalmente, le fotografie di Daniela andrebbero osservate a occhi chiusi.

Valeria De Simoni

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
tel: 010 859 22 83
info@galleriadac.com


Cerca Mostra





Fotocamere digitali reflex: le migliori offerte