
Foto di Nikka Dimroci
INFORMAZIONI:
dove: Reggio Emilia (RE)
presso: Paguro caffè e le Boutique Christia, Oscar, Dress e Iori&Bonini, Via Monzermone
orari: dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.30.
biglietti: ingresso libero
a cura di: Silvia Parmeggiani
"MEMENTO MORI": LA MOSTRA FOTOGRAFICA CHE COINVOLGE UN'INTERA VIA REGGIANA
Sabato 3 ottobre dalle 18.00 inaugura la mostra "Memento Mori", con scatti fotografici della piacentina Nikka Dimroci. Una mostra che coinvolge l'intera Via Monzermone, nel centro storico di Reggio Emilia. L'idea, che parte dai gestori di Paguro caffè letterario (con un calendario sempre attivo di eventi) si estende ad altri commercianti della via e così le fotografie si mescolano ad abiti, caffe, tè e altre delizie. Il titolo "Memento mori" trae origine da una particolare usanza tipica dell'antica Roma: quando un generale rientrava nella città dopo un trionfo bellico e sfilando nelle strade raccoglieva gli onori che gli venivano tributati dalla folla, correndo il rischio di essere sopraffatto dalla superbia e dalle smanie di grandezza. Per evitare che ciò accadesse, un servo dei più umili veniva incaricato di ricordare all'autore dell'impresa la sua natura umana: lo faceva pronunciando questa frase. E proprio “Memento Mori” è la linea che accumuna le fotografie esposte ricordandoci di non sopraffare, non essere ciò che non siamo, di ritornare all’umiltà. 26 scatti per ricordare che dietro alle maschere, ai manichini e ai travestimenti si nasconde il cambiamento, la non serializzazione. Una metafora fotografica del capolavoro letterario “1848 “di George Orwell: all’appiattimento culturale si oppone un livello di sentimenti che è devastante. Con riferimenti tratti dall’arte di De Chirico, con varie rivisitazioni, per arrivare ad uno dei massimi della fotografia Helmut Newton, i manichini e le maschere, col loro essere seriale, rappresentano la massa e si contrappongono ai visi e ai costumi umani. I manichini sono punti di riferimento per la loro perfezione e intrigano per la loro algidità ma negli scatti della Dimroci diventano un punto di contrasto vicino all’unicum del soggetto immortalato. L’attimo dello scatto immortala non solo i visi ma anche scene di vita quotidiana interpretate da umano e non umano. Al manichino, inanime, nessuno fa caso: entra in perfetta sintonia nella scena dello scatto fotografico interpretando un ruolo quasi meccanico. E’ inutile nascondersi dietro falsi miti, false simbologie: ciò che ci accomuna tutti è questa omologazione. Gli umani diventano manichini, copie di sé stessi, imitano miti moderni o passati perdendo di vista il punto principale della propria esistenza: essere qualcosa di diverso, un unicum. Memento mori non è morte fisica ma è la fine simbolica di quei particolari caratterizzanti di ognuno di noi che tendiamo a nascondere per privilegiare le brutte copie di ciò che non siamo. Per questo il contrasto uomo-manichino è sottile, alla vista l’atto dell’omologazione ci rende tutti simili. Memento mori racchiude l’essenza in una fotografia simbolo dell’intera mostra (visionabile presso Paguro caffè). Rendendo omaggio all’Amleto di Shakespeare, l’intero percorso iconografico si conclude, lasciando allo spettatore la risposta all’interrogativo “essere o non essere?”. “L'idea che sta alla base di Memento Mori si può riassumere in un pensiero ci accompagna ogni giorno: la vita va assaporata in ogni istante e in ogni momento va vissuta fino in fondo” spiega Nikka Dimroci. E aggiunge “La fotografia mi serve per catturare istanti indimenticabili, per catturare persone che magari se ne andranno: l'immagine è un Memento, serve per ricordare. L'omologazione è una cosa che mi spaventa, mi piace pensare che ogni persona sia un unicum insostituibile. Nei miei scatti ognuno di noi è unico. Quello che vorrei è un mondo democratico e meritocratico, ma questo non succede e l'unica democrazia è quella della morte, l'unica cosa che ci accomunerà. Attraverso l'immagine mi piace comunicare le mie idee e le mie perplessità su ciò che mi circonda”. Nikka Dimroci è nata a Piacenza il 18 luglio 1981. Diplomata presso il Liceo Artistico “Cassinari” di Piacenza, si laurea ,nel 2005, in Dams Arte presso l’ateneo di Bologna. Nel 2007 consegue il “Master di Catalogazione informatica dei beni storico e artistici” presso l’Università del Sacro Cuore di Milano e frequenta il corso di “Photo editing e ricerca iconografica” presso il CFP Bauer a Milano. Dal 2008 si dedica a tempo pieno alla fotografia con esposizioni e collaborazioni davvero affascinanti. Un tocco forte e deciso quello della Dimroci ma allo stesso tempo delicato e sublime: nei sui lavori si evince nel contempo una forte sensibilità e un approccio graffiante alla vita quotidiana. http://nikkadimroci.com
Percorso della mostra:
1. PAGURO CAFFE’ LETTERARIO (via Monzermone 3/a): Dolly Lamour, Everybody has something hidden, Memento Mori, Clara Voodo, Santa Maddalena, Ultima cena, The last one, Love in wine, Un bicer ad vein d’ogni tant. 2. CHRISTIAN BOUTIQUE (via Monzermone 3/b): Yellow Head, Marylin, London, Shark Manikin 3. DRESS BOUTIQUE e DELUXE (via Monzermone 12): Superman, Principessa, Blackman, Two Heads, All Stars, Clown, Medusa, The Body. 4. OSCAR UOMO (Via Monzermone 10/b): Fuerte Ventura, Gran Torino, NYC 5. SARTORIA IORI & BONINI (Via San Rocco 10/a): Londra Magician, Londra Camden Town
La mostra è curata da Silvia Parmeggiani ed è visibile ad orario negozi. Per info: 0522 454837
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
tel: 0522 454837
pagurocaffe.re@hotmail.it